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UN CUORE RIVOLUZIONARIO

5 de setembro de 2014

MARLUZA CORREA LIMA



La ricordo come un tifone d´intera vita, come um sigillo profondo nel cuore che non esce mai, come una densa espressione  di pienezza, di attenzione e di affetto, una presenza di vita genuina che si è dedica ad abbracciare la dura storia del suo popolo e la storia di quanti ha conosciuto in quei tempi crudeli della dittatura militare in Brasile.

Ci siamo conosciute ancora da studentesse al corso medio, a Recife, ambedue di famiglie benestante i cui genitori si preoccupavano con la buona educazione dei suoi figli. Le nostre madri avevano molto in comune: simpatia, ternura immensa, capacità di accoglimento degli amici nostri come fossero figli; capivano, a loro modo, la nostra ricerca di autenticità e di fraterno convivio. Eravamo due sognatrice, eppure immerse nella realtà in cui ci trovavamo, una realtà ancora acarezzata dalla attenzione delle nostre famiglie.




Finché è arrivato il tempo in cui ambedue ci siamo innamorate di un´ideale innovatore di convivenza fraterna, una spiritualità iniziata da Chiara Lubich nella piccola città di Trento, ai tempi di guerra, e che è raggiunta ad infiammare la nostra vita – una buona notizia portataci da un giovane sacerdote di Recife, arrivato in Brasile dopo gli studi fatti all´Università Gregoriana di Roma dove ha conosciuto il Movimento dei Focolari. É stato lui ad invitarci per prime ad abbraciare quella novità, nuova non perchè non conoscessimo il Vangelo, ma perchè ci invitava alla vita comunitaria, assieme a tanti, iniziando così una esperienza di comunione con altre persone sparse in paesi diversi.

Andavamo da quel sacerdote ogni giorno prima di andare a scuola – e disturbavamo la routine delle suore che preparavano la sua colazione dopo messa: ora eravamo in tre... 
Ci siamo allenate giosamente ogni giorno per l´inquietazione della nostra adolescenza. Abbiamo subito capito che quella spiritualità non ci muoveva a frequentare più spesso la chiesa oppure ad´imparare le prieghiere forti per avere i favori del cielo. Era piuttosto come un´impegno nato dal di dentro che ci spingeva a vivere sul serio, negli attegiamenti della vita, il mandamento di Gesù: “Io vi lascio um mandamento nuovo: amatevi gli uni agli altri così come ho amato voi!”.  



É stata radicale e vera la nostra adesione: i migliori anni della nostra vita furono dedicati a testimoniare e diffondere quello ideale che Chiara Lubich ha assunto da protagonista, come fondatrice del Movimento dei Focolari. Siamo state invitate a prepararci alla missione che volevamo abbraciare, anche noi, e si è deciso che dovevamo passara un periodo in Italia, dove giovini di altri paesi si radunavano – e lei è partita per prima, ricordo bene, nel luglio del 1959. Da quel momento i nostri destini seguirono separati e diversi sono stati i posti dove siamo state chiamate dal movimento ad andare in missione.



Poco più di dieci anni più tarde ho deciso di rintraciarla a Salvador, in Brasile, ambedue già sposate e madri – io avvolta nelle attività dei proggeti pastorali di Dom Helder Câmara, a Recife, lei come attivista di uno dei movimenti rivoluzionari contro la ditattura militare vigente in Brasile. 



La mia casa, a Olinda, è stata qualche volta un punto d´appoggio alla sua pericolosa missione, anche se lei non ci veniva sempre  perchè forse non voleva comprometterci.




Piú tarde ha dovuto fuggire per l´Argentina e di seguido a Parigi dovo ha conosciuto un economista francese di sinistra il quale, più tarde, si è tornato il suo secondo marito. Una volta gli ho chiesto curiosa, come mai aveva scelto una donna così diversa da lui: – “Non sono stato io a sceglierla... Quando mi sono accorto, lei ormai aveva fato la sua scelta”... 



Riguardo alle loro affinità mi ero sbagliata: negli anni ottanta loro due sono partiti per l´Africa, dove hanno collaborato diretamente con il governo di Samora Machel – uno rivoluzionario di ispirazione socialista che ha codotto la rivoluzione per l´indipendenza di Mozambico, divenendo il suo primo presidente, nel 1975. Era conosciutto affettuosamente come il “Padre della Nazione” e morì in un disastro aereo quando rientrava da una visita a Mandela, nella  Africa del Sud. Agli inizi del suo governo gli è stato attribuito il Premio Lenine della Pace (1975/1976).

Quando è rientrata in Brasile la vita ci ha permesso soltanto degli incontri fortuiti, ogni volta che ci spostavamo a ragione di lavoro si cercava di trovarci, l´amicizia ancora intera e solida. Allora lei partecipava al primo periodo del governo Leonel Brizola, a Rio di Janeiro (1983/1986), seguendo dei proggeti sociali nelle favelas, ed allo stesso tempo offriva consulenza al capo di governo della provincia di Amapá, nel nord del paese, seguendo innovatori proggeti sociali.  


Ci parlavamo per telefono –  lei una volta mi ha annunciato che si preparavano a fare un viaggio di vacanze a Parigi, dove suo marito aveva la famiglia. Giorni dopo, quasi alla vigilia del loro viaggio ricevete una telefonata di sua sorella: Marluza[i] mi voleva con lei a Rio de Janeiro, perchè una malattia l´aveva colta di sorpresa ed era perversa e veloce...

Sono stata da lei all´ultima settimana della sua vita. La stanza che occupava, in ospedale, la divideva con una persona povera e senza speranza di vita, quase nessuno l´ha visitava. L´attenziona alla sua partner di stanza era permanente e delicata: i fiori, i frutti e qualsiasi cosa le portassero dovrebbe essere subito condivisa, in obbedienza al suo sguardo indicativo ed attento, senza pronunciare parola. 


Durante il tempo in cui sono stata da lei poco abbiamo parlato
avevo solo da contemplare i gesti delicati, gli sguardi attenti 
e la grandezza di quella donna, oppure qualche volta
 massaggiare i suoi piedi perchè sapevo che a lei piaceva.

Gli amici venivano a visitarla e portavano personne nell´ansia di offrirle del conforto al suo viaggio definitivo: ha ricevuto con lo stesso rispetto la visita di un pastore evangelico, di una rappresentante della Ubanda, di una donna che portava “benedizioni” degli spiriti, di un sacerdote cattolico... Lei pregava con sincerità assieme ad ognuno di loro, con le loro parole e – così mi sembrava – come avessi la loro stessa fede. Le domandai il perchè:  – “Loro sono contenti di fare questo per me”, mi dice. Giorni dopo è partita tranquilla, nella piena adesione amorosa al dolore di andarsene così presto.



[i] Marluza Correa Lima è nata nella città di Maceió, capitale della provincia di Alagoas, nel Nordest brasiliano.  
Con Philippe Lamy, suo marito, ed altri, ha pubblicato un livro in francese sul periodo che hanno vissuto a Mossambico.
Mozambique : Dix Ans De Solitude...
Edizione/rimpressione: 2000
Editrice: HARMATTAN
ISBN: 9782858027002

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Fonti delle immagini: 

- "La libertà conducendo il popolo" - Delacroix (Museo de Louvre) - riproduzione.
- Foto di Samora Machel - Wikipedia.org.
- Foto di Chiara Lubich - divulgazione del Movimento dei Focolari.
- Le altre fotografie sono dell´archivio personnale.





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