Vanise Rezende - clique para ver seu perfil

L`ALBA

28 de setembro de 2014



Dove vivo mi è possibile contemplare
Le mile face dell´aurora e del tramonto
Poetico fenomeno dell´inquieta terra
Che dansa e si muove intorno al sole.

Di qua guardo le mattine della mia vita
E ogni aurora che nasce mi riporta al suo tramonto.





Le albe seguono a generare la sua luce
E irrompono dietro la fila di edifici
Construiti alla margine del fiume
Che si rilascia sulle vie della città.


Sullo sferico paesaggio di nuvole e collori
L´impressionista visione di ogni nuova aurora.

Immagini in disegni irregolari e indefiniti
Di ombre chiaroscure – il sole ancora a Scherzzare di nascondersi
Nelle nuvole di passaggio –
Si stendono dalla notte fino all´alba
In pennellate di collori e di luce.

Soltanto è possibile intravedere dapertutto
Le misture del verde disteso senza regole
Nella traccia ineguale dei grattacieli
Tutti in bianco con righe a collori
E laggiù le casette sparse per terra.

Il giorno passeggia bambino sulle vie illuminate
Dai raggi che imbelliscono il suo percorso
E dispiegono il mistero soave dell´aurora
Sulla terra finita dell´infinita cortina del cielo.





Oh l´alba del giorno in cui son nata...
La luce del campo alle quattro del mattino
Di un martedi di tenebre
Annunciando la vigilia della Cena
In comemorazione dell´Amore!


   



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Poema di: Vanise Rezende - www.vanidederezende.com.br

Crediti Immagini

Imagine 1 - Recife, presso il fiume Capibaribe - archivio del blog. 
Imagem 2 - Armando Schlindwein - Brusque - SC-Brasil - www.canalrural.ruralbr/fotos
Imagem 3 - Odair Schiefelbein - Agudo - RS-Brasil - www.canalrural.ruralbr.com.br/fotos 

ALVORECER

27 de setembro de 2014






Do lugar onde vivo posso contemplar
As várias faces do nascer ao pôr do sol
Poético fenômeno da inquieta terra
Que caminha e dança em torno da luz.

Daqui revejo as manhãs da minha vida
E cada aurora que nasce me remete ao seu ocaso.





As madrugadas vão parindo a sua luz
A irromper por edifícios enfileirados
Construídos à margem de um rio
Que se espreguiça pelas trilhas da cidade.

Na abóbada paisagem de nuvens e de cores
A impressionista visão de cada nova aurora.

Imagens num desenho indefinido
De sombras claro-escuras – o sol
a brincar de esconder com nuvens de passagem –
Resvalam da noite à madrugada
Em pinceladas de cores e de luz.

Apenas é possível entrever em toda parte
As misturas do verde espraiado aqui e ali
No risco desigual de arranha-céus
Pintados de branco e faixas coloridas
Junto às ilhas de casebres entulhados pelo chão.           
                           
                                          



O dia passeia criança nas ruas ensolaradas
Os raios vibrantes enfeitam o seu caminho
E imantam o mistério suave das manhãs
No chão finito da infinita cortina do céu.



Ah! O alvorecer do dia em que nasci...
A luz sertaneja das quatro horas da manhã
De uma quarta feira de trevas
Anunciando as vésperas da Ceia,
Em comemoração do Amor!                                         


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Poema de: Vanise Rezende - vaniserezende.com.br



Créditos das imagens:

1 - Edson Ribeiro - Cascavel - RS-Brasil - www.canalrural.ruralbr.com.br/fotos
2 - Odair Schiefelbein - Agudo - RS-Brasil - www.canalrural.ruralbr.com.br/fotos
3 - Daniele Caumo - Terra Norte - MT-Brasil  - www.canalrural.ruralbr.com.br/fotos

AFFARI & COMUNIONE

24 de setembro de 2014

In questi giorni ho partecipato, a San Paolo – in Brasile – di un incontro avuto tra persone della  Economia di Comunione  –  un movimento eterogeneo e dinamico il cui obiettivo è la vita di comunione che genera idee e progetti, del quale prendono parte giovani universitari, professori, consulenti, imprenditori  e  diversi altri attori sociali.

I partecipanti arrivavano da diverse regioni brasiliane. Nei raduni plenari e nei gruppi si cercava d´identificare le strategie per un nuovo periodo del movimento in Brasile. 



I giovani e le persone mature scambiavano idee e esperienze: tutti davano enfasi al protagonismo dei poveri – questi, la causa della inspirazione di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, la quale - nel 1992 - in Brasile, ha dato inizio al Movimento di Economia di Comuione oggi di espressione multinazionale.

L´incontro ha durato due giorni e mezzo, il sufficiente perchè si potessi riflettere sulle seguenti questioni:


a)      Processo di sostentamento della “cultura di comunione”: divisione di talenti, idee, informazioni e anche di esperienze tra attori sociali, professionisti, imprenditori e giovani universitari;
b)     Relazioni fraterne di reciprocità fra i membri dell´EdC – e le sue esperienze di sostegno reciproco nelle difficoltà trovate;
c)      Scelta  personale e strutturante per i poveri, tenuta come porta di entrata per quelli che desiderano aderire al movimento EdC: includersi fra quegli che soffrono la povertà nel mondo.

La metodologia scelta è quella di seguire assieme. In questo senso ricordono che i primi cristiani erano i seguitori di Gesù, quegli che camminavano con lui per la strada.



Non ci sono condizioni affinchè una persona partecipe dell´EdC. Basta che lei soffra la realità dei poveri, che soffra per questo mondo in cui si cercano le vie di cambiamento. L´EdC ha scelto il gesto effettivo di abbraciare, con i poveri, la sua propria causa.

Il focolarino Juan Steban, un argentino collaboratore della Porticus presente nello incontro, ha commentato che il capitalismo genera un “effetto ambulanza”: fa le sue vittime ed i progetti assistenziali le vano raccogliendo per la strada.  

Diceva: l´elemento del cambio é il lavoro. Questo significa uscire dalla pratica di programmi di trasferimento di redditi condizionati – i quali scoraggiano la cultura del lavoro – ed ellegere la  creazione di posti di lavoro. E concludeva: il più importante da fare è generare delle opportunità degne di lavoro assieme a quelli che sono rimasti indietro.

Ancora Juan Steban: C`è sempre un grande impatto sociale quando si affronta i fattori di destabilizzazione generati per la mancanza di lavoro. Cosicché viene facilitato il rafforzamento della cittadinanza e dei diritti dei cittadini.   Armando Tortelli, presidente della ANPECOM (ii) era d´accordo: Abbiamo bisogno di fare di più la comunione e di meno l´economia, come ha suggerito Emmaus, presidente del Movimento dei Focolari.


Ho visto molti giovani, li presenti, incantati con il cambiamento di paradigma. Sono stata vicina a
una imprenditrice che mi ha parlato del progetto che svolge: prima lei andava a visitare le donne prigioniere per offrirle qualche appoggio. Ora, dopo un rapporto construito durante le visite, stanno preparando assieme un progetto di lavoro per quando loro usciranno dalla prigione.

Il mio cuore si è riempito di gioia e di rinnovata Speranza nella convivenza con quelle persone. Uscirò alla ricerca di altre sperienze che illustrino quello che ho ascoltato e osservato appresso i seguaci della cultura di comunione in quel denso viaggio.




Fonte delle imagine: fotografie fate durante l´evento – archivio del blog.


i - www.edc-online.org/br 
ii - www.anpecom.com.br - Associação Nacional por uma Economia de Comunhão.






ULTIMO BRINDISI

16 de setembro de 2014

Il giorno 5 di questo mese di settembre di 2014, nel Chile, nell´America Latina e in 
molteparti del mondo si ha festeggiato il centenario del grande poeta NICANOR PARRA – creatore della “antipoesia” e vincitore del Premio Cervantes di Letteratura nel 2011. Il poeta è stato presente alla celebrazione sollene del suo centenario tenutasi davanti al Palazzo La Moneda a Santiago del Chile.

In omaggio a questa figura magnanima della letteratura latino-americana, questo blog pubblica un suo poema e –  con immensa audacia –  una versione alla lingua italiana. 

Último Brindis

Lo queramos o no
sólo tenemos tres alternativas:
el ayer, el presente y el mañana.

Las cartas por jugar
son solamente dos:
el presente y el día de mañana.
Y ni siquiera dos
porque es un hecho bien establecido


que el presente no existe
sino en la medida en que se hace pasado
y ya pasó...
como la juventud.
Y ni siquiera tres
porque como dice el filósofo
el ayer es ayer
nos pertenece sólo en el recuerdo:
a la rosa que ya se deshojó
no se le puede sacar otro pétalo.
En resumidas cuentas
sólo nos va quedando el mañana:
yo levanto mi copa
por ese día que no llega nunca
pero que es lo único
de lo que realmente disponemos.


         ULTIMO BRINDISI

Lo  vogliamo  o non
abbiamo solo tre alternative:
l´ieri, il presente e il domani.

Le carte da gioccare
sono soltanto due:
il presente e il giorno di domani.

E neanche due
perchè è un fatto ben stabilito

che il presente non esiste
bensì nella misura in cui si fa passato
e già passò...
come la gioventù.


E neanche tre
perchè come dice il filosofo
l´ieri è ieri

ci appartiene solo nel ricordo:
alla rosa che si disfasciò
non si può levare altro petalo.

Alla fine dei conti
soltanto si va a trovare il domani:
io alzo il mio calice
a questo giorno che non arriva mai
che però è l´unico
di quello che veramente disponiamo.


Fonti:
Poema Último Brindis - www.lospoetas.com/K/parra1.htm 
Nicanor Parra - http:// oglobo. globo.com
Nicanor e Violeta Parra, sua sorella - http://o globo.globo.com
Calice vino - Canstokphoto.com.br





LITERATURA - NICANOR PARRA

No dia 5 deste mês de setembro de 2014 no Chile, na América Latina e em muitas partes do mundo foi festejado o centenário do grande poeta NICANOR PARRA - o criador da "antipoesia" e ganhador do Prêmio Cervantes de Literatura, em 2011.  O poeta esteve presente na grande celebração do seu centenário, realizada defronte ao Palácio La Moneda, em Santiago. 

Em homenagem a essa figura magnânima da literatura latino-americana, este blog publica um seu poema e - com imensa ousadia -  uma versão na língua portuguesa, pois não encontramos traduções oficiais no Brasil. 




ÚLTIMO BRINDIS

Lo queramos o no 
sólo tenemos tres alternativas:
el ayer, el presente y la mañana.

Las cartas por jugar

son solamente dos:
el presente y el día de mañana.
Y ni siquiera dos
porque es un hecho bien establecido
que el presente no existe
sino en la medida en que se hace pasado
y ya pasó...
como la juventud.


Y ni siquiera tres
porque como dice el filósofo 
el ayer es ayer
nos pertenece sólo en el recuerdo:
a la rosa que ya se deshojó
no se le puede sacar otro pétalo.

En resumidas cuentas 
sólo nos va quedando el mañana:
yo levanto mi copa
por ese día que no llega nunca

pero que es lo único
de lo que realmente disponemos.

   

último Brinde - versão de: Vanise Rezende - www.vaniserezende.com.br


Queiramos ou não
só temos três alternativas:
o ontem, o presente e o amanhã.

As cartas a jogar
são apenas duas:
o presente e o dia de amanhã.

E nem sequer duas
porque está claro e determinado
que o presente não existe
senão na medida em que se torna passado
e já passou...
Como a juventude.



E nem sequer três
porque como diz o filósofo
o passado é passado
e nos pertence só na recordação:
da rosa que já se desfez
não se pode tirar outra pétala.

No final das contas
só nos vai ficando o amanhã:
eu ergo o meu cálice 
a esse dia que não chega nunca
mas que é o único
do que realmente dispomos. 





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Poema original, em espanhol -  "Último Brindis" - www.lospoetas.com/K/parra1.htm 


Crédito das Imagens:

1. Nicanor Parra - www. globo.o globo.com
2. Rosas: www.canstockprhoto.com.br
3. Foto de Nicanor e Violeta Parra, sua irmã - http://o globo.globo.com
4. Portal com jardim - foto viagens Itália - arquivo deste blog.

Nota: As imagens publicadas neste blog pertencem aos seus autores. Se alguém possui os direitos de uma delas e deseja que seja removida deste espaço, por favor entre  em contato com vrblog@hotmail.com
















PERCHÈ SCRIVERE?

11 de setembro de 2014

Oggi mi sorprendi a domandarmi: Perchè scrivo?


Quando uno scrive  -  anche  se questo è soltanto una parvenza di scrittore -  c´è sempre una sensazione di paura come il lettore accoglierà le sue idee, come se all´atto di leggere si portassi via le parole e queste si perdessero del suo contesto, del lavoro di costruzione della scritta, del messaggio che si vorrebbe fare arrivare.  

Nessuno sceglie da sè di essere uno scrittore. Un giorno – chissà ancora presto oppure più tarde nella vita – uno si trova convocato, come gli insorgesse dal di dentro una chiamata a dovere esprimere i suoi pensieri,  il suo modo di osservare il mondo, la gente, i fatti quotidiani, la sua esperienza di vita. Essere scrittore è come tornarsi  un mendicante alla rovescia: dalla sua mente germoglia una nuova visione dei momenti vissuti, osservati, scrutati, immaginati  e,  subitamente sente il bisogno inevitabile di donare agli altri i dialoghi fatti con se stesso, le sue proprie domande, la sua comprensione della vita...

  

Il lettore sarebbe un curatore indeclinabile della sua anima, il ricevitore necessario di un dono che solo si tornerà reale e vero se accolto da un altro, chissà  pure da una sola persona. Si troverebbe una somiglianza con un´opera d´arte – la musica, per esempio, a che servirebbe  non  fosse l´ascolto di un´altro che l´ammira e se la prende come una carezza, un invito al silenzio profondo oppure a una danza di allegria?


Giorni fa ho ripreso un libro della scrittrice portoghese e grande poetessa contemporanea  – Sophia de Mello[i] – e riconobbe che la sua scritta mi cadeva fondo, mi richiamava allo sguardo dell´altro come si solo muovendomi verso di lui mi potessi saziare. I suoi scritti sono “esemplari” davvero, non tanto perchè  portono delle storie dense di vita, ma specialmente perchè la sua scritta è carica di sapienza, di intensa ternura e di un profondo sguardo sul modo quotidiano di amare.

Mi sembra aver compreso che la scritta solo può attingere la sua identità intera, il suo verbo peculiare come eco della sensibilità umana, quando non appartiene più a quello che scrive, e  si esprime come un dono di tenerezza verso l´altro –  a quello che forse non si vede e non si conosce, a cui è offerto l´ufficio che la vita ha legato allo scrittore. Guardando così io mi riconosco, nella fonda radice dell´anima, ancora un´apprendista.





[i] Sophia de Mello Breyner Andersen (1919/2004): “Contos Exemplares”. Ed. Figueirinhas. 1985. 15ª edizione. 

Fonti Immagine:



1. Iconografia: "Mulher escrevendo no batente" - Pintor realista iraniano Imán Maleki 

2. Mulher  leggendo nel campo - CanStockPhoto
3. Foto Sophia de Mello, scrittrice portoghese  - wikipedia.org





UN CUORE RIVOLUZIONARIO

5 de setembro de 2014

MARLUZA CORREA LIMA



La ricordo come un tifone d´intera vita, come um sigillo profondo nel cuore che non esce mai, come una densa espressione  di pienezza, di attenzione e di affetto, una presenza di vita genuina che si è dedica ad abbracciare la dura storia del suo popolo e la storia di quanti ha conosciuto in quei tempi crudeli della dittatura militare in Brasile.

Ci siamo conosciute ancora da studentesse al corso medio, a Recife, ambedue di famiglie benestante i cui genitori si preoccupavano con la buona educazione dei suoi figli. Le nostre madri avevano molto in comune: simpatia, ternura immensa, capacità di accoglimento degli amici nostri come fossero figli; capivano, a loro modo, la nostra ricerca di autenticità e di fraterno convivio. Eravamo due sognatrice, eppure immerse nella realtà in cui ci trovavamo, una realtà ancora acarezzata dalla attenzione delle nostre famiglie.




Finché è arrivato il tempo in cui ambedue ci siamo innamorate di un´ideale innovatore di convivenza fraterna, una spiritualità iniziata da Chiara Lubich nella piccola città di Trento, ai tempi di guerra, e che è raggiunta ad infiammare la nostra vita – una buona notizia portataci da un giovane sacerdote di Recife, arrivato in Brasile dopo gli studi fatti all´Università Gregoriana di Roma dove ha conosciuto il Movimento dei Focolari. É stato lui ad invitarci per prime ad abbraciare quella novità, nuova non perchè non conoscessimo il Vangelo, ma perchè ci invitava alla vita comunitaria, assieme a tanti, iniziando così una esperienza di comunione con altre persone sparse in paesi diversi.

Andavamo da quel sacerdote ogni giorno prima di andare a scuola – e disturbavamo la routine delle suore che preparavano la sua colazione dopo messa: ora eravamo in tre... 
Ci siamo allenate giosamente ogni giorno per l´inquietazione della nostra adolescenza. Abbiamo subito capito che quella spiritualità non ci muoveva a frequentare più spesso la chiesa oppure ad´imparare le prieghiere forti per avere i favori del cielo. Era piuttosto come un´impegno nato dal di dentro che ci spingeva a vivere sul serio, negli attegiamenti della vita, il mandamento di Gesù: “Io vi lascio um mandamento nuovo: amatevi gli uni agli altri così come ho amato voi!”.  



É stata radicale e vera la nostra adesione: i migliori anni della nostra vita furono dedicati a testimoniare e diffondere quello ideale che Chiara Lubich ha assunto da protagonista, come fondatrice del Movimento dei Focolari. Siamo state invitate a prepararci alla missione che volevamo abbraciare, anche noi, e si è deciso che dovevamo passara un periodo in Italia, dove giovini di altri paesi si radunavano – e lei è partita per prima, ricordo bene, nel luglio del 1959. Da quel momento i nostri destini seguirono separati e diversi sono stati i posti dove siamo state chiamate dal movimento ad andare in missione.



Poco più di dieci anni più tarde ho deciso di rintraciarla a Salvador, in Brasile, ambedue già sposate e madri – io avvolta nelle attività dei proggeti pastorali di Dom Helder Câmara, a Recife, lei come attivista di uno dei movimenti rivoluzionari contro la ditattura militare vigente in Brasile. 



La mia casa, a Olinda, è stata qualche volta un punto d´appoggio alla sua pericolosa missione, anche se lei non ci veniva sempre  perchè forse non voleva comprometterci.




Piú tarde ha dovuto fuggire per l´Argentina e di seguido a Parigi dovo ha conosciuto un economista francese di sinistra il quale, più tarde, si è tornato il suo secondo marito. Una volta gli ho chiesto curiosa, come mai aveva scelto una donna così diversa da lui: – “Non sono stato io a sceglierla... Quando mi sono accorto, lei ormai aveva fato la sua scelta”... 



Riguardo alle loro affinità mi ero sbagliata: negli anni ottanta loro due sono partiti per l´Africa, dove hanno collaborato diretamente con il governo di Samora Machel – uno rivoluzionario di ispirazione socialista che ha codotto la rivoluzione per l´indipendenza di Mozambico, divenendo il suo primo presidente, nel 1975. Era conosciutto affettuosamente come il “Padre della Nazione” e morì in un disastro aereo quando rientrava da una visita a Mandela, nella  Africa del Sud. Agli inizi del suo governo gli è stato attribuito il Premio Lenine della Pace (1975/1976).

Quando è rientrata in Brasile la vita ci ha permesso soltanto degli incontri fortuiti, ogni volta che ci spostavamo a ragione di lavoro si cercava di trovarci, l´amicizia ancora intera e solida. Allora lei partecipava al primo periodo del governo Leonel Brizola, a Rio di Janeiro (1983/1986), seguendo dei proggeti sociali nelle favelas, ed allo stesso tempo offriva consulenza al capo di governo della provincia di Amapá, nel nord del paese, seguendo innovatori proggeti sociali.  


Ci parlavamo per telefono –  lei una volta mi ha annunciato che si preparavano a fare un viaggio di vacanze a Parigi, dove suo marito aveva la famiglia. Giorni dopo, quasi alla vigilia del loro viaggio ricevete una telefonata di sua sorella: Marluza[i] mi voleva con lei a Rio de Janeiro, perchè una malattia l´aveva colta di sorpresa ed era perversa e veloce...

Sono stata da lei all´ultima settimana della sua vita. La stanza che occupava, in ospedale, la divideva con una persona povera e senza speranza di vita, quase nessuno l´ha visitava. L´attenziona alla sua partner di stanza era permanente e delicata: i fiori, i frutti e qualsiasi cosa le portassero dovrebbe essere subito condivisa, in obbedienza al suo sguardo indicativo ed attento, senza pronunciare parola. 


Durante il tempo in cui sono stata da lei poco abbiamo parlato
avevo solo da contemplare i gesti delicati, gli sguardi attenti 
e la grandezza di quella donna, oppure qualche volta
 massaggiare i suoi piedi perchè sapevo che a lei piaceva.

Gli amici venivano a visitarla e portavano personne nell´ansia di offrirle del conforto al suo viaggio definitivo: ha ricevuto con lo stesso rispetto la visita di un pastore evangelico, di una rappresentante della Ubanda, di una donna che portava “benedizioni” degli spiriti, di un sacerdote cattolico... Lei pregava con sincerità assieme ad ognuno di loro, con le loro parole e – così mi sembrava – come avessi la loro stessa fede. Le domandai il perchè:  – “Loro sono contenti di fare questo per me”, mi dice. Giorni dopo è partita tranquilla, nella piena adesione amorosa al dolore di andarsene così presto.



[i] Marluza Correa Lima è nata nella città di Maceió, capitale della provincia di Alagoas, nel Nordest brasiliano.  
Con Philippe Lamy, suo marito, ed altri, ha pubblicato un livro in francese sul periodo che hanno vissuto a Mossambico.
Mozambique : Dix Ans De Solitude...
Edizione/rimpressione: 2000
Editrice: HARMATTAN
ISBN: 9782858027002

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Fonti delle immagini: 

- "La libertà conducendo il popolo" - Delacroix (Museo de Louvre) - riproduzione.
- Foto di Samora Machel - Wikipedia.org.
- Foto di Chiara Lubich - divulgazione del Movimento dei Focolari.
- Le altre fotografie sono dell´archivio personnale.





CELEBRAZIONE

1 de setembro de 2014


Dimmi, oh poeta, che fai te?
      Io celebro!  Io celebro!
... E perchè il silenzio e la impetuosità,
Come la stella e la tormenta, ti conoscono?
      Perchè  io  celebro! [i]



Perchè oggi il vivere mi lascia così pregna di gratittudine al Dio della Vita e mi bagna nel denso sentimento di stare qui, e di poter pensare e scrivere.

Celebro la gioia di quanto ho vissuto da bambina, nella giovinezza esultante, da mamma di tante ore fuori casa, da donna lavoratrice di tanti uffici, apprendista del vivere-con e del vivere-sola, stupita dalle grandi trasformazioni di questo secolo affrettato a ofuscare i miei ricordi delle piccole vie di Custodia, dei longhi corridoi del collegio interno e del quotidiano vivere così bello nel Recife degli anni cinquenta.

Nel passaggio della vita  la celebrazione del rispetto all´altro e della Speranza, con l´ampiezza dello sguardo diramato verso il mondo nell´attenzione all´amicizia ed allo affetto.



Celebro il  fiume Capibaribe così lungo a legare culture e saperi e - come se fossero tutti uguali - a riempire di belezza, in un giro contraddittorio, le vie di terra e di piastrella, grattacelli e favelas, viali e ponti di questa Recife che mi accoglie da molti anni.


Guardare il Capibaribe così steso, a sboccare nella spiaggia arricchitta delle opere di Brennand, mi ricorda le passeggiate lungo il Tejo, come fosse ancora estasiato dalla poesia di Fernando Pessoa a contemplarlo nel Rocio.



Ricorda anche il Tevere della Roma dove ho vissuto il miei venti e pochi anni della gioventù, quando ho studiato e lavorato per imparare  l´ufficio di giornalista – osservare e rifflettere, riflettere e scrivere... E mi riconduce a Roma, la città che mi è così intima perchè là mi appendevo sull´autobus pieno come i nostri di quà – ancora ricordo la linea 61 dell´autobus che usciva della Piazza di San Pietro dove lavoravo, per la Stazione Termini. Oggi ci penso che ancora sarà la stessa!

Quando ero studentessa a Roma ho anche lavorato come baby-sitter, passeggiando con un bambino all´intorno di una piazza mentre sua madre faceva spese. Di pomeriggio mi trasformavo in traduttrice alla Radio Vaticana per i programmi in lingua portoguese.



Il Danubio invece - così presente nei nostri sogni di allora -  l´ho ammirato in una notte di solitudine a Viena, dove cercavo ricorsi per uno dei molti progetti sociali di cui partecipavo in Brasile; il Praga l´ho conosciuto nel 2007 e la sua bellezza  profonda e serena mi persegui fino adesso.


A Istambul mi sono quasi inginocchiata per contemplare il Boros, quel pezzo di mare la cui immagine ancora porto nel cuore, innamorata del suo paesaggio popolato di colombe e di antiche case che ricordono la esuberante Constantinopla del popolo Otamano – la triste Istambul di oggi, ancora piena di storia e di bellezza!

La belezza di Istambul mi chiama alla celebrazione della vita, questo dono imanente dello essere e del non essere... dell´andare e del tornare... del si e del no... del chissà e del perchè... del sapere qualcosa e del sapere che niente si sa!

Celebro, in umile preghiera, la profondità dell´ignoranza dei perchè; celebro la mia storia di ieri, i cui pezzi del tempo continuano a cucire scene dissecate dell´oleo dell´amore che c´è stato um giorno; celebro la levezza dell´affetto che porto dentro, da distribuire con chi trovo e con quelli da andare all´incontro; e celebro questo mio momento intero, quando mi sento impregnata di gratittudine come una spugna nella bruma del momento in cui vivo. 

Celebro il dono che il Dio dell´Amore ha spargito nella profondità del mio essere, Lui che mi impulsiona a rinascere e mi rinnuova ogni giorno in un gesto molto antico di pazienza, come dice Sophia di Mello.[ii] 

E celebro anche il dolore giacente e crudo che s´introduce nel vacuo apperto fra il mio pensare e il mio essere, il mio dire e il mio fare, il mio volere e il mio aggire.





[i] Reiner Maria Rilke – poeta citato da Antônio Ferreira Gomes nella prefazione  del libro: Contos Exemplares. Ed. Figueirinhas, 15ª edzione. 1985. Lisboa-PT.
[ii] Sophia Mello Breyner Andresen, scrittrice  portoghese contemporanea in: Contos Exemplares, p. 94.


Fonte delle immagine:

Albero del mango -  Pedro Alessio - Recife
Recife - Fiume  Capibaribe -  www.tripadivisor.com.br/atraction
Roma - Fiume  Tevere - Wikipedia.org
Praga - Fiume  Praga - archivio personale.



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